MAURIZIO LEIGHEB PITTORE
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Figlio d'arte in quanto pronipote di un famoso attore dell'800, Claudio Leigheb,
passato alla storia del teatro italiano come inventore del ruolo di “brillante di scena” e considerato il primo grande
comico modernamente inteso, che si dilettava di pittura dipingendo ventagli, e figlio di un medico dermatologo che, dopo
aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Genova, ha disegnato, scolpito e dipinto tutta la vita, Maurizio eredita la sua inclinazione
artistica, dimostrando fin da ragazzo una sorprendente attitudine al disegno, impressionando studenti e insegnanti delle scuole medie e superiori
per la facilità con cui disegna all'istante qualsiasi tipo di soggetto. Apprezzato e consigliato dal pittore Gian Filippo Usellini, frequenta
lo studio milanese dell'incisore, pittore e scrittore Luigi Bartolini. Negli anni '60 apre uno studio di pittura nella casa-torre di un antico
palazzo di Novara. Preso da una specie di furore creativo, si isola in una piccola casa su una collina del Lago d'Orta, dove realizza
buona parte della sua produzione giovanile. Avendo esaurito tele e tavole di legno su cui dipingere, dipinge anche sul retro dei
cassetti dei comò. Trascorre un periodo nel paese di Sambughetto, in valle Strona, affascinato dalla gente del posto, che ritrae, e
dalle abitudini di vita di quel villaggio dalle case di pietra, costruito su uno sperone roccioso a strapiombo sul corso del torrente che
dà il nome alla valle. In quel periodo conosce lo scrittore Sebastiano Vassalli, anch'egli dedito alla pittura. I viaggi compiuti a partire dal 1966
nei vari continenti, per conoscere il mondo, l'uomo e le altre civiltà e culture, esercitano un influsso fondamentale sulla sua formazione culturale
ed artistica e sui molteplici aspetti della sua attività professionale, anche in campo pittorico. Dopo la partecipazione ad alcune esposizioni collettive,
la sua prima mostra personale a Orta, presentata da Sebastiano Vassalli e tenuta a battesimo dal pittore Sergio Bonfantini, riflette infatti, tra realismo e
espressionismo, attraverso una serie di temi e grandi ritratti ad olio, le esperienze ed emozioni vissute a contatto con l'umanità dolente di alcuni paesi
visitati, mentre le più recenti mostre tenute a Novara ("Insula", settembre-ottobre 2014, Palazzo del Broletto)
e di nuovo a Orta ("Gatti e Magie del Lago d'Orta", giugno 1915, Galleria Antico Borgo), presentate dal critico e storico
dell'arte Raul Capra e dal Vassalli, poco prima della sua scomparsa, propongono un favoloso ritorno ai luoghi memoriali dell'infanzia e
della giovinezza, il Lago d'Orta e la Valle Strona, con "un fare pittorico essenziale, linearmente definito" che crea un'originale suggestione naif,
riscattandoli da un'imperante stereotipia.
Per acquisti e informazioni rivolgersi a m.leigheb@virgilio.it
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Il periodo giovanile
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Le opere recenti
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